Blue Dahlia Musica & Parole


giovedì, agosto 26, 2004
 

Ultimi fuochi d'Estate

Giovedì 26 Agosto

da Cosenza

Venerdì 27 Agosto

dal Brasile

Sabato 28 Agosto

dalla Tirreno Coast

Domenica 29 Agosto

dalla Jerapotamo Blues Valley

posted by bluedahlia | 22:59 | commenti (14)


martedì, agosto 24, 2004
 

Martedì 24 Luglio
Arrivano i Briganti


posted by bluedahlia | 16:44 | commenti (5)


lunedì, agosto 23, 2004
 

Lunedì 23 Luglio
le nuove strade elettro/sassofoniche

di Raul Colosimo,
l'ex Parto delle Nuvole si scatena

 

Raul Colsimo nasce a Catanzaro il 5-1-1976, vive a Parigi dal 1991. In questa città si forma,finisce gli studi liceali (maturità scientifica) e si dedica alla musica. I suoi studi iniziano al C.I.M. in arrangiamento e composizione, scegliendo come strumenti principali i sassofoni(3 anni), proseguono con J.M. Volta nelle classi preparatorie al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi in clarinetto basso e armonia(1 anno), fino a l'I.N.A. in composizione assistita da computer in elettro-acustica o musica contemporanea (1 anno).

Studia i canti polifonici e la tradizione di musica orale con Giovanna Marini(5 anni) a Parigi.

Ottiene il diploma di alta qualifica professionale a Siena jazz.

Il suo percorso accademico mostra l'evidenza della sua anima eclettica e le sue esperienze professionali la confermano: soli per danza contemporanea (Masaki, W. Petit, Denes Debrei)primo premio jazz vocale a Crest(Francia), premio FNAC jazz a la Defence(Parigi), leader di diverse formazioni quali Asanisimasa (disco:"Attention Fragile") e Business with the clouds ... Solista invitato da Cyrus, Aminata Nar Fall, Natimbales, Beniat Achiary, il Parto delle Nuvole Pesanti, Claudio Lolli, Mederic Collignon..)

Le sale di concerto ne sono testimonianza: teatro Bastiglia, teatro LMP(Parigi), festival jazz Nimes, Crest....(Francia); Roccella Jonica, Amore e rabbia, Catanzaro, Benevento, Estate Fiorentina...St. Louis (Senegal), Tzeguet(Ungheria), Tsalonicco, Atene(Grecia).... Tour 2002 con il Parto Nuvole Pesanti (piazze e feste dell'unità nelle maggiori città Italiane) e con Claudio Lolli per il disco 'Ho visto anche zingari felici' come solista principali e arrangiatore fiati.. Invitati d' onore (M.E.I.,premio Ciampi, radio popolare, Rino Gaetano...).

Esperienza a Bagdad con concerto e 'film di contro informazione': "Il cielo sopra Bagdad".

Solista del disco degli 'zingari felici'(C.Lolli).

 

 




posted by bluedahlia | 15:29 | commenti


sabato, agosto 21, 2004
 

A Luglio hanno fatto faville
eccole ancora tra di noi
da Cosenza
Le ragazze terribili

Le ragazze a Luglio hanno impressionato per la loro freschezza. la musica italiano rivisitata e corretta in chiave ska, Rettore, Mina esageratamente dance.Una vera scoperta.




posted by bluedahlia | 15:25 | commenti


martedì, agosto 17, 2004
 

Tornano dopo un'anno

17 & 18 Agosto
da Roma

Il Tributo al Nostro Rino Gaetano










posted by bluedahlia | 21:01 | commenti


lunedì, agosto 16, 2004
 

Ritornano loro i nostri amici

16 Agosto
Power of Rock'n'Blues

Teresa Enzo Giancarlo e Franco di nuovo al Blue, solo grande passione solo grande musica.


posted by bluedahlia | 17:02 | commenti


sabato, agosto 14, 2004
 

Stasera e DOMANI

14 E 15 Agosto
IL GRANDE TRIBUTO

AL VASCO NAZIONALE CON I


posted by bluedahlia | 19:11 | commenti


giovedì, agosto 12, 2004
 

Ecco il nuovo programma
fino al 24 di Agosto
molta carne al fuoco
voi fate che non si bruci

Da domani le interviste a Marco Messina, Akkura, e Giorgio Canali




posted by bluedahlia | 10:35 | commenti


mercoledì, agosto 11, 2004
 

Ed oggi dopo anni

di inseguimento

arrvano

Martedì 10 Agosto

Sergio, Peppe, Domenico fateci vedè, fateci cantà

posted by bluedahlia | 19:25 | commenti


martedì, agosto 10, 2004
 

Volevate la Dance

Lunedì 9 Agosto

La più grande band dance della Calabria e di nuovo con noi per farci Ballare

posted by bluedahlia | 17:04 | commenti


lunedì, agosto 09, 2004
 

Ed oggi il Grande Vecchio

della musica iataliana

GIORGIO CANALI

& ROSSOFUOCO

Lunedì 9 Agosto

Giorgio Canali: voce e chitarre

Ex chitarra di CSI, ora di PGR, ex voce di Politrio.

Meccanico del suono e produttore artistico, ha collaborato con Noir Désir, Corman & Tuscadu, Timoria, PFM, Litfiba, CCCP, Yoyo Mundi, Santo Niente, L'Upo, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Virginiana Miller, Circo Fantasma, Marlene Kuntz, Macromeo, Ulan Bator, Melt, Mush, A Suble Plague, FFF, Fourire, Puntog, Wolfango, Despondents e altri solo perché gli stavano simpatici.

Ha pubblicato per Sonica nel 1999 "che fine ha fatto lazlotòz" primo album solista, uscito in Francia qualche mese dopo con il titolo di "1000 Vietnam"… (misteri della traduzione)…

Da grande vorrebbe diventare un allegro ragazzo morto.

[--------------------------------P-100------------]

Claude Saut: chitarra basso e cori

Ex voce, basso, clarinetto e percussioni di Corman & Tuscadu, gruppo di musica obliqua francese degli anni '90, attualmente si è specializzata in sirene d'allarme e clarinetti a tre metri dal suolo.

Fa parte del progetto dall'inizio , sin dai tempi di lazlotòz.

Da grande vorrebbe terminare l'album per machines à laver che sta lì a dormire, da anni, nel suo cassetto.

[--------------------------------P-80------------]

Marco Greco: chitarre e cori

Chitarra di Macromeo, gruppo bolognese di pop minimale troppo intelligente per esistere sul serio ma, guarda guarda, esiste...

È nel progetto dai concerti dal vivo di lazlotòz .

Da grande vorrebbe essere chiamato "testadifuoco" e mi sa che ci riuscirà…

[--------------------------------P-60------------]

Luca Martelli: batteria

Batteria di OTX-2 , gruppo metallaro ferrarese.

E' la novità dell'organico, il motore di rossofuoco.

Da grande vorrebbe smettere di fare il tipografo.

Un fulmine a ciel sereno

Certe cose accadono quando meno te l’aspetti. Mentre tutti i riflettori –giustamente, s’intenda- sono puntati sui nuovi PGR, succede che il loro chitarrista pubblichi per una piccola label il suo terzo disco solista, e tomo tomo cacchio cacchio lasci tutti di sasso.

Senza mezzi termini, “Giorgio Canali & Rossofuoco” è un capolavoro, uno di quegli album da ascoltare ed abbracciare quando la tua fiducia e la tua stima nel rock italiano iniziano a calare. Un disco forte, sincero, pieno, urgente e sentito. Abbandonato il francese in virtù di un approccio monolingue che ne accresce la solidità, Canali recluta un nuovo batterista, il carneade ferrarese Luca Martelli, e con il resto della band del precedente “Rossofuoco”, che da quel disco ha preso il nome, si ritaglia una fetta di paradiso.

Una sapiente miscela di rock duro e post-punk ammorbidito all’uopo dal lirismo di tracce come la struggente “Questa No” che chiude il lavoro si dipana attraverso dieci episodi sì potenti e riusciti da poterne toccare con mano la grandezza in ogni istante. La chitarra di Giorgio è inconfondibile, e senza mai eccedere in distorsioni ordisce trame argute e orecchiabili accompagnata da una sezione ritmica assolutamente convincente: ci sembra che il nuovo batterista (proveniente da un gruppo metal) riesca a dare quel quid necessario per rifuggire tutti gli springsteenismi, i marlenismi e gli agnellismi di questo mondo, giungendo a un suono assolutamente personale.

Ma a parte il sound miracolosamente pregno, quello che stupisce di più sono i testi di Canali, carichi di rabbia e al contempo di arguzia, portatori di una ragionata incazzatura, una midage angst che perfettamente si adatta al personaggio, rendendolo assolutamente credibile nel ruolo di vate di quell’Italia che non si rassegna ai limiti della sua lingua come idioma rock.

Forse impossibile segnalare i pezzi che si distinguono, si finirebbe per sciorinare l’intera tracklist, ma faticosamente si può dire che “Precipito”, “No Pasaran”, “Mostri Sotto Il Letto” e “Una Canzone D’Amore” raggiungano la perfezione, l’equilibrio fra giochi di parole, ritmo, retorica, potenza, moderato scontro politico e –soprattutto- poesia baudelairiana allo stato puro. Imperdibile

da kronic.it

posted by bluedahlia | 23:25 | commenti (8)


sabato, agosto 07, 2004
 

Tornano a divertirci con le loro scatenate ballate

dalla Campania

IL POZZO DI SAN PATRIZIO

Sabato 7 e Domenica 8 Agosto

Biography :'Il Pozzo di San Patrizio'

The “Il Pozzo di San Patrizio” (St. Patrick's Well) was born in the winter of 1996. After several changes the band has reached stability with the current formation. At first approaching to Irish folk music, the band has developed its own style, which is characterized by different musical influences. Folk has become an excuse to join together the musical experiences of each member of the band: from progressive rock to funky, from ska to ballads, from jazz to reggae, not disdaining the popular roots of their own country, the Campania region. The current musical research led by the band aims at reaching an up-to-date and innovative style through the use of acoustic instruments combined with analogic effects. Nonetheless there still remain, integrated in the whole, evocatory influences from Celtic, Balkan and oriental music


posted by bluedahlia | 13:43 | commenti (1)


venerdì, agosto 06, 2004
 

Ecco il nostro amico
Turi

Venerdì 6 Agosto

Abbiamo aspettato tre anni ma sembra che ne sia valsa la pena.
L'AMICO DEGLI AMICI rappresenta Il ritorno del terrone sulla traccia, e che ritorno. Tre anni d'attesa, "mille concerti sul groppone" e il più importante mc calabro ci mette proprio poco a convincermi di quanto sia bello questo disco. La matrice è sempre quella, a garanzia di un ottimo risultato: Beat grassi, basi ben confezionati, rime rotonde ma pungenti che escono dalle casse per entrarmi nelle orecchie e girarmi nella testa senza trovare più via d'uscita. Se "SALVIAMO IL SALVABILE" mi aveva colpito questo capitolo della storia Hip Hop italiano mi fa sperare che qualche art director metta in programmazione concerti e jam. Ma torniamo al nostro terron bradda. E' solo per correttezza che non scrivo a caratteri cubitali che dovete assolutamente comprare questo CD, ed è per correttezza che cercherò di raccontarvi questo lavoro nella maniera più neutra possibile e quindi passiamo in rassegna le tracce. Play: il cd contiene 14 traccie più una bonus trak, per un totale di 46 minuti e 56 secondi. Dopo l'intro ben confezionato Turi fa il suo ingresso nelle casse e si presenta svidando la scena alta a suon di rime incazzose d'ironia e dando una giusta definizione inequivocabile al suo fare hip hop. E' proprio il suo flow meridio che ci accompagna alla terza traccia: DA GRANDE. Turi ci dipinge un bel quadretto delle facili aspettative che si creano se si resta abbagliati dal luccichio dello show buisness. In questo episodio si lascia aiutare da L-MARE e FRANCO,protagonisti assieme a KIAVe anche di l'amico degli amici, che ci regalano un ottimo feat. Feat chiama feat e dopo l'interludio di DJ ARGENTO arriva anche KAOS in TEMPESTA DEL SECOLO. Questo pezzo punta il dito contro la società mondiale e alla poca attenzione che c'è verso la natura e alle minoranze mondiali troppe volte costrette a soccombere. L'Hard Core di Kaos è più che adeguato per sottolineare che così il mondo non può funzionare. Turi è incazzato ma, perfortuna, l'amore trova posto nel sesto brano nel quale il nostro parla di se stesso e dei suoi affetti più cari. Queste prime sei tracce sono l'inizio, l'ascolto si fa sempre più curioso, non viene risparmiato niente. Lo stile solare di Turi rende tutto molto più assimilabile e i feat impreziosiscono ancora di più l'ottimo lavoro che sto ascoltando. Il DANNO è protagonista di CARTOLINE DALL'INFERNO, fotografia della quotidianità tutta sbagliata ma nella quale non possiamo trovare grossi motivi per sentirci veramente male. Ancora una volta, sul banco degl'imputati il progresso travestito da innovazione per tutti ma che invece nasconde potenzialità distruttive al servizio di pochi. Continuando, non viene dimenticata l'attualità e gli orrori di un'epoca incerta. In CRONISTI si sottolinea come la politica internazionale con le guerre e il terrorismo stiano influenzando la vita quotidiana, creando sempre più ansie. E dopo la tromba di Sandro Ferrero, protagonista dell'ultima traccia, Turi ci regala una bonus track preziosissima: NIENTE DI NUOVO 2002. Con questa foto del suo modo di vedere l'hip hop si chiude questa fatica di quello che sembra essere destinato ad occupare il posto di MC principe nella nostra penisola. Con L'AMICO DEGLI AMICI, Turi mette in gioco la sua capacita nel confezionare ottimi ritornelli e ottime rime, mischiando il suo dialetto ad immagini dell'attualità che ci passano davanti agl'occhi nella televisione.
Track List:
01 - Intro
02 - Fuoco al Tetto
03 - Da Grande
04 - Notte d'argento
05 - Tempesta del Secolo
06 - Nouve Prove
07 - L'Amico degli Amici
08 - Cosa Vuoi Da Me
09 - Presto ci canto sopra
10 - Un Mare di COme
11 - Cartoline dall'inferno
12 - Il Contagio
13 - Cronisti
14 - Blues in FA
15 - Niente di Nuovo 2002

TURI - PT.I
Data:
1/6/2004

Tra chiacchiere sui bei tempi passati e impressioni sul nuovo disco...
PRIMA PARTE!


Doppio: Secondo te che cosa è cambiato, se è cambiato qualcosa, nella attitudine all’hiphop, nell’hiphop da dieci anni a questa parte…
Turi: Guarda...io ti posso dire ciò che ho vissuto io...nella cosiddetta Golden Era…cioè il periodo "post posse " (perché in quello posse ero piccolo avevo 15 anni) intorno al 92 era stato un periodo molto prolifico, con una attitudine diversa...nella gente nel modo di porsi, forse perché c’erano meno canali di diffusione non c’era internet non c’erano situazioni grosse, non c’erano grossi programmi radio…quando andavo a vedere un concerto, da spettatore, ti posso dire che..”te la godevi molto di più…”.
Spostarsi per venire a Roma era più godereccio, rispetto ad adesso...perché adesso qualsiasi cosa la trovi.
Se sbavavo per trovare un disco..ad esempio i Public Enemy… se non lo trovavo impazzivo...ora te lo scarichi ed ti da uno stimolo ma all’epoca te lo dovevi accaparrare quindi avevi uno stimolo più grande.
Inoltre c’era molta meno anarchia, rispetto ad ora…ed ora si da retta a più gente, prima invece c’era più cernita…meno proselitismo…non so da cosa deriva questa diversa attitudine… se da un discorso mentale della vecchia guardiao o da altro..non so…sai..le persone che salivano sul palco venivano battezzate da altre..è difficile da spiegare… fatto sta che non salivano tutti sul palco…
Adesso ognuno su fa il demo ha la possibilità di suonare nel localino sottocasa poi man mano si allarga....capiamoci questo non è un male non è che voglio fare il naziHiphop della situazione, però questo discorso non so fino a che punto porti qualità;
un altro difetto che dico sempre è che ci sono un sacco di persone che fanno rap e pochi ascoltatori puri e semplici…una volta c’erano un sacco di ascoltatori... per dirti: tutti quelli che vengono da me a darmi giudizi sul mio disco, o fanno i dj, o gli mc…è difficilissimo beccare una persona che dice:”.. tra i dischi dei Red Hot Chilly Peppers e..”..boh…un altro...mi dice:.” ho anche il tuo ed è da paura ..mi piace!!”.
Ma mi dicono…sei simile a quello...la produzione è fatta cosi…etc etc. non c’ è un vero giudizio musicale..e questo è un difetto dell’hiphop italiano...dare un giudizio ampliando la propria visione…non solo un giudizio tecnico...ma una questione di emozioni..!
Nell’hiphop invece c’è sempre questo giudizio chirurgico troppi tecnici…pochi spettatori..

Doppio: Ma perché secondo te sono diminuiti gli spettatori…forse perché prima per fare una cosa ci si pensava più volte invece ora tutti si sentono in diritto di fare qualcosa..?
Turi: Beh si…è difficile da dire nel mio piccolo ti dico che è cosi…bella domanda questa…comunque credo che dipenda dai canali come dicevo prima, pochi avevano il computer per registrare quindi sembra tutto più distante...più difficile! Comunque non è facile…sono dieci anni che ci penso…! E’ anche un discorso di quantità...prima c’erano meno persone…
Doppio: già...forse prima c’era più voglia di stare insieme...ricordo 15 anni fa quando vedevi uno con i pantaloni larghi lo fermavi per strada e gli chiedevi:”...ehi tu che fai Rap?..oppure balli?..”
Turi: Si hai ragione!...adesso purtroppo è scontato...è normale…mi ricordo che mi gasavo quando vedevo un altro con i pantaloni larghi…!!

Doppio: quello che mi chiedo spesso è come mai la gente come me...te...insomma la gente intorno e oltre i trenta...non è mai riuscita a trasferire questo tipo di sentimento…perché?
Turi: ehhh…Doppio è dura!...è dura trasmettere questo tipo di spirito…io ci provo...mettendo magari un ritornello in un certo modo...mettendo certe frasi…ma non è facile...è più facile dire cose tipo: “io tua mamma me la scopo..” piuttosto che spiegare lo spirito di cui parlavamo… e questa cosa mi ha un po demoralizzato...tanto che sto evitando questi discorsi per raccontare cio che provo in determinati momenti…ti racconto cose...emozioni del momento
Doppio: beh forse è meglio cosi:
Turi: si, penso che mi ascolta capisca...ma non faccio più discorsi del tipo: “Guardate che così non andiamo avanti” o simili….orami non me ne frega più niente…ormai ho una visione totalmente musicale…di divertimeno e di lavoro...perché è il mio lavoro questo!

A proposito di lavoro...parlaci del nuovo album che uscirà per la Antibe:
Turi: si esatto per la Antibe
Doppio
: beh mi pare che ha fatto un bel colpo la Antibe…Yoshi…Cor Veleno…Turi...Gli Inquilini…
Turi: Io ho un rapporto di vecchia data con Antibe…da quando cioè suonavo con Tommaso (Piotta ndr) , il produttore, Claudio Donato ha sempre avuto fiducia in me e mi ha sempre dato carta bianca…ed è un produttore coraggioso..mi ha prodotto un disco nel 2001 in piena crisi hiphop…è lodevole..investire dei soldi in un progetto cosi rischioso...non avrà venduto nemmeno 2000 copie…
Ora invece c’è il boom...infatti sto stressatisimo perché non sono abituato a questo numero di richieste, di scadenze....comunque ci sono dei grossi featuring tipo Kaos, il disco si chiama L’amico degli Amici…come Tony renis..

Doppio: Come sei cambiato tu (prima abbiamo parlato dell’hiphop) da quando fai musica?..sei lo stesso…!?

Il tuo spirito?

Turi: Beh no…ho attraversato diversi periodi...quello della fotta totale che attraversano i ragazzini vogliosi di prender il microfono in mano, di far vedere quello che sanno fare, vuoi mostrare quanto sei bravo nel freestyle…poi il periodo dei live...imparando ad intrattenere e ti dirò...non ho mai preparato un live.. ho fatto sempre tutto improvvisato…mi organizzo una scaletta poi lascio tutto all’improvvisazione…mmm…con il primo disco volevo dire determinate cose, volevo mettermi alla prova pure come produttore per capire pure come funziona…adesso ne ho viste di tutte i colori ho perciò una visione diversa, cerco di fare discorsi che non si riferiscono solamente alla nostra “tribù” …anche se questa nostra “tribù” ultimamente non è che mi rappresenti tanto...i nuovi hanno delle visioni che alla loro età non avevo...assolutamente

Doppio: tipo?!

T…non lo so….ti dico...non voglio fare il vecchio...l’anziano…la “cosa” del rispetto...c’è gente che fa rap da 30 anni e sono delle pippe immani...fanno rap…. fanno i dj…. i breaker, l’età non conta ma una volta c'era più un discorso di rispetto…e di umiltà!

D.: Ma quindi ritorniamo al discorso di prima in cui l’eccessiva diffusione ha fatto sentire tanta gente autorizzata ad esporsi senza prima farsi un ricca autocritica…

T: esatto…avere troppi indizi ed avere cosi vicina la meta…è bellissimo si…ma...la differenza si nota...le persone hanno delle lacune mostruose su certe cose.

Magari dal punto di vista istintivo sono bravi ma non hanno uno spirito o perlomeno non hanno lo spirito nel quale mi identifico io…

Ti ripeto non è che accuso internet...o simili…ma il discorso della ricerca ti permette di apprezzare di più ciò che hai ottenuto...il sudore che hai fatto per seguire la strada…non so fare un pezzo con bombole scrause ma farti il mazzo per farlo venire bene...cantare abbestia (!?)..o fare un disco anche brutto ma che lo hai fatto con tutto te stesso.. e poi la gente che arriva alle mete con molto sudore io riesco a sgamarla…questo grazie ai miei 12 /13 anni di esperienza…gli altri si mimetizzano!!

Esce un disco questi ultimi indovinano il loop, indovinano la rima e tutti a dargli spago.. ed roba troppo approssimativa! Manca la serietà!

…ossia… non è che mia nonna sente un pezzo e ti dice del loop...

ma dovè l’aspetto musicale?...tutti ti diranno che nei loro testi mettono cio che vivono...

HO CAPITO MA C’E’ MODO e MODO !!!

D: sono centomila anni che si fanno pezzi sull’amore ma alcuni ancora lo fanno in modo originale..!

T: esatto...ma vogliamo tirare fuori le palle e fare un pezzo d’amore….a modo nostro, con il nostro linguaggio (cosa che Turi è riuscito a fare a mio avviso nel suo ultimo LP – ndr), con linguaggio hiphop e far capire alla gente che siamo dei geni con le parole....invece no!

..anche nel rap si va a ciucciare agli altri generi.

Guarda in America...certi mc hanno l’IDEA...non per la cosa in se per se…ma il modo..!

Magari ti parlano che si fanno le canne in un quartiere ma te lo dicono in un modo da paura...e tu ti diverti!

D: beh..mi vengono in testa i Das efx che dicevano cazzate ma con uno stile!!!

T: esatto, lo dicono in un modo che ti prende, ti diverte e questo piace...i miei zii in America si divertono col rap...perché gli piace quella rima...non il rap!..non l’hiphop.. di cui non gli frega niente....ma quella rima quel modo…la trovano divertente e la ascoltano.. in Italia e difficile fare questo!

Per questo che dico “ tanto di capello” a Caparezza che.. vabbeh magari è spinto….però ha fatto delle rime che la gente apprezza…sul palco ha la sua dignità...magari a lui non gliene fotte un cazzo dell’hiphop… senza esprimere giudizi tecnici….ma il suo modo di fare musica è divertente!……..

………Il discorso poi vira sul deliro messo su nastro da Turi e soci chiamato i “Mattacchiones”…se non lo avete mai sentito beh fatelo…pura follia sugli stereotipi del rap nostrano e americano….

di Doppio

www.hiphop.it

 





















































posted by bluedahlia | 19:42 | commenti (2)


giovedì, agosto 05, 2004
 

La Nuova musica italiana
tra Caposela e il Punk
Giovedì 5 Agosto
da Marsala via Bologna

Marta Sui Tubi sono due ragazzi siciliani di Marsala trapiantati a Bologna, che hanno messo insieme delle canzoni per chitarra acustica. E basta? E basta.

O, meglio, qui comincia il bello. Perché un demo registrato solo con una chitarra acustica è stato fatto pervenire a Fabio Magistrali, già produttore di Bugo, e gli è piaciuto a tal punto che ha deciso di produrre ai due ragazzi l'album. Che quindi vede le chitarre (rigorosamente acustiche) e le voci arricchite qua e là dalla batteria o da inserti rumoristici e azzeccatissimi suoni di contorno. La sostanza però resta quella.

Ovvio che i testi, ironici e azzeccati affreschi di mediocre vita metropolitana, costituiscano la struttura portante delle canzoni. Talvolta il canto scivola nel parlato, e lì si deve badare più a quello che dice la voce che alla melodia. Che però non manca, anzi, caratterizza quasi tutti i pezzi. «L'equilibrista», in apertura, trascina subito con un ritmo incalzante e un cantato accattivante, mentre c'è subito spazio per la lenta (e bellissima) «Vecchi difetti». Le canzoni si susseguono per lo più su una falsariga ironico-disincantata, talvolta irresistibilmente comica («Stitichezza Cronica»), altrove introspettiva e narrativa.

C'è spazio per giri di chitarra belli e fulminanti, per intermezzi funkeggianti oppure assolutamente indefinibile, coi due pazzi impegnati a vocalizzare non si sa bene cosa sulla chitarra. Una menzione meritano l'onirica «Post» (uno dei pezzi in cui la produzione di Magistrali è più incisiva), «Steno» (così cantautorale e quasi "classica"), la conclusiva «Sole» (malinconica e sognante), mentre nella parte centrale dell'album sono concentrati gli episodi più bizzarri, comici e sperimentali («Volé», «Il giorno del mio compleanno», «Sei dicembre»).

Giovanni Gulino alla voce. Carmelo Pipitone alla voce e alla chitarra. Fabio Magistrali produce. Il risultato è "Muscoli e Dei", l'esordio di Marta Sui Tubi, un gruppo italiano tra i più promettenti dell'anno.
Contattiamo Giovanni e Carmelo all'indomani della pubblicazione dell'album uscito per la Eclectic Circus.

Quattro braccia prese in prestito dall’agricoltura. L'intervista a Marta Sui Tubi

di ©Stefano Solventi e ©Edoardo Bridda
(Intervista via mail. Dicembre 2003)

Giovanni e Carmelo sono due irrequieti, se ne girano per Bologna in continuazione senza mai partecipare a nulla. Li incontri fuori per strada che vanno o vengono da qualche posto, nomadi, mai fermi. La loro musica li assomiglia: folk suburbano fatto di mattoni che si stagliano sul prato arso dai tubi di scappamento. Sguardi tesi sullo strappo del reale. Marta sui Tubi sono un'entità, una cellula temporale con un proprio tempo e un proprio spazio: “un incrocio tra Nick Drake con le borchie, Syd Barrett appena disintossicato e Piero Ciampi che passa la canna a Domenico Modugno”

Prima di rispondere alle nostre domande - spedite via mail pochi giorni prima - Marta Sui Tubi metton lì un prologo a mo' d'intestazione, quasi come se avessero chiaro che dell'intervista hanno già in mente il titolo. Li accontentiamo.

“Dalle nostre parti si dice che la penna è più pesante della zappa. Invece di fare i compiti a casa preferivamo ascoltare musica, perché scrivere è sempre stato troppo noioso.Quando dobbiamo farlo tendiamo ad essere eccessivamente sintetici (vedi le nostre canzoni che raramente superano i 3 minuti), quindi non prendetevela se certe volte preferiamo andare a 'zappare'”.

1. Giovanni, Carmelo iniziamo questa serie di domande con alcune curiosità biografiche. Come vi siete conosciuti? Avete frequentato assieme il DAMS a Bolonga? Da dove provenite originariamente?

Ci conosciamo da tanto tempo ma abbiamo iniziato a suonare assieme solo da un anno. Cioè da quando Carmelo si è trasferito a Bologna. Veniamo da Marsala, la punta estrema della Sicilia occidentale

2. Che mi raccontate della vostra permanenza bolognese? Perché siete diretti a Milano?

Bologna ci ha permesso di confrontarci con una varietà di stili di vita e musicali a noi poco conosciuti. Abbiamo passato un periodo splendido nel quale abbiamo conosciuto della gente davvero stimolante. In particolare abbiamo stretto delle bellissime amicizie con Moltheni e con gli Slim. Sinceramente ci aspettavamo una scena musicale più fervida e una disponibilità maggiore da parte dei locali in cui si può suonare dal vivo. Se non fai cover stupide, jazz, ska non fai concerti.Spesso i gestori preferiscono i DJ alla musica dal vivo, pagandoli pure di più. Tutto questo è frustrante. A Bologna riusciamo a suonare mediamente una volta ogni 15 giorni e questo non ci basta. Ci trasferiamo a Milano per fare più concerti.

3. Quali i pregi e quali i difetti del capoluogo emiliano a vostro avviso? Quanto crescere in quella città vi ha influenzato? “Milano è una città che di dà tanto ma ti chiede molto di più”, questo il parere che va per la maggiore quando s’interrogano i residenti della metropoli lombarda. Cosa si aspetta Marta Sui Tubi dalla metropoli lombarda?

Pregi di Bologna: la piccola dimensione della città permette di muoverti agevolmente un po’ ovonque e di seguire tutto quello che accade. Noi per lo più gravitavamo nella zona di Via del pratello, dove abbiamo abitato, un microcosmo di affascinanti personaggi fuori da ogni contesto. Milano è un grande punto interrogativo ma lo era anche Bologna quando siamo arrivati. Adesso però con noi ci sono i muscoli e gli Dei….

4. La vostra biografia racconta che vi siete fatti le ossa come cover band (di Violent Femmes, Jeff Buckley, Nick Drake...), eppure sembrate piovuti non si sa bene da quale cielo. Merito, a mio avviso, di un quid espressivo/artistico peculiare, per quanto in via di definizione. A parte questo, rivendicate delle fonti ispirative primarie?

Fonti ispirative? Tutta la musica che fa palpitare il cuore, senza distinzioni di genere. Non abbiamo mai pensato di comporre un pezzo cercando di farlo assomigliare a questo o a quello, la creazione avviene in modo spontaneo cercando di seguire solo l’istinto espressivo che abbiamo dentro. Chiaramente ci sono dei suoni che ci piacciono di più rispetto ad altri, quelli legati a una matrice acustica, ma non abbiamo dei punti di riferimento precisi. Se io ascoltassi per la prima volta Marta Sui Tubi mi sembrerebbe un incrocio tra Nick Drake con le borchie, Syd Barrett appena disintossicato e Piero Ciampi che passa la canna a Domenico Modugno.

5. Avete mai pensato a voi come figli di una scena bolognese. C’è qualche oscura band – i Vana Gloria? - che vorreste citare come influente per il vostro percorso. E visto che ci siamo, in generale che band stimate nel circondario bolognese e non?

Figli di una scena Bolognese no, piuttosto figli della scena della sicilia occidentale che non riesce ad emergere nonostante ci siano ottimi gruppi e ispiratissimi musicisti (Airfish, Mari X, Kali Yuga).
Della scena Bolognese apprezziamo tanto i Massimo Volume, gli Slim e i Cut.

6. Avete un approccio poetico ed irriverente insieme, sia nei testi che musicalmente. Possiamo inserire alla voce "caratteristiche stabili" o è frutto di una situazione temporanea? In altre parole, credete che quello del vostro disco d'esordio sia il mood definitivo della band o siamo al work in progress?

L’approccio poetico ed irriverente sarà sempre una costante ma ci piace metterci in gioco sempre, sperimentando tutto ciò che può diventare suono. Le sonorità e le atmosfere dei pezzi cambiano molto quando suoniamo dal vivo, inoltre abbiamo già composto nuove canzoni che con “Muscoli e Dei” hanno poco a che fare… quindi è tutto in progress, come le unghie dei piedi.

7. In pezzi come Vecchi Difetti la tensione folk-blues e la drammaticità dei vocalizzi rimanda al grunge unplugged stile Nirvana, Pearl Jam e Alice In Chain: ho scritto una cazzata?

Si.

8. Post, oltre ad essere il nostro pezzo preferito, ci sembra un vero e proprio manifesto d'intenti: un'amarezza ebbra, un desolante malanimo, frasi come "io non ho sentimenti, solo sensazioni" che suonano come l'encefalogramma (quasi piatto) dell'attualità. L'arrangiamento poi è uno scampolo d'apocalisse...

Si. È il ghiaccio del dopo-eiaculazione che segue al fuoco di una passione passeggera. Abbiamo voluto mantenere l’atmosfera fredda e distaccata con un “non canto”, poi il trombone e l’e-bow hanno reso l’aria irrespirabile, priva di qualsiasi desiderio di redenzione.


9. Le canzoni risalgono tutte allo stesso periodo? In quanto tempo le avete registrate?

Abbiamo scritto tutti i pezzi dell’album tra novembre 02 e gennaio 03. Li abbiamo registrati nei fine settimana tra febbraio e marzo, per un totale di 6 giorni di registrazione e 4 di mixaggio.

10. Avete a disposizione tre parole per descrivere l'apporto di Magistrali (non una di più).

Determinante, disarmante, devastante.


11. Fabio "Magister" ha messo la firma a molti tra i migliori prodotti dell'alternativo italiano, come A Short Apnea, Bron Y Aur, Runi, Bugo... Pensate di scorgere un filo conduttore tra questi lavori?

Si, Fabio Magistrali.

12. A questo punto molti non staranno più nelle mutande per vedervi dal vivo: ci sono già un po' di date in programma?

Il prossimo concerto sarà al Bar Wolf di bologna il 15/01/2004. Poi saremo a Pesaro al Sonic Lab il 16/01. Per seguire i nostri live visitate il sito della nostra etichetta discografica Eclectic Circus che è sempre aggiornato.









posted by bluedahlia | 10:36 | commenti


mercoledì, agosto 04, 2004
 

Ed oggi il grande Reggae al Blue
Mercoledì 4 Agosto
da Milano


Ganjamama (Gangiamamma in origine) nascono tra Milano e Pavia nel maggio del 1999 dall' unione di 6 musicisti provenienti da esperienze diverse ma uniti dalla passione per la musica di Bob Marley, nel febbraio del 2000 inizia la collaborazione con Valerio Bonalumi della TOD Management, agenzia specializzata nella promozione di "tribute bands". Nel maggio seguente David Florio (voce) lascia il gruppo per seguire altri progetti musicali, al suo posto viene chiamato Vincenzo Monti, cantautore con il quale alcuni membri della band avevano gia' suonato in passato. La band inizia a girare nei migliori locali d' Italia come tributo di Bob Marley seguendo un percorso artistico teso a evitare il piu' possibile la pura imitazione ed evidenziando invece la voglia di esprimere le singole personalita', voglia che fa nascere da subito l'esigenza di creare musica originale. Un lungo percorso che dura da 4 anni e vede la band crescere e cambiare, nel mese di aprile del 2002 Christian Baghino sostituisce alla batteria Fausto Awo Soncini. L' uscita di Awo segna un periodo di cambiamento fondamentale per la band, si cambia nome, da Gangiamamma a Ganjamama, si cambia repertorio, non piu' solo Bob ma anche un omaggio ai classici del reggae (Steel Pulse, Toots and the Maytalls, Inner Circle) cresce l'attivita' live complice il feeling che il gruppo riesce ad instaurare con un pubblico sempre piu' vasto ed eterogeneo e cresce anche l' esigenza di evolvere dalla situazione di cover band reggae a quella di reggae band vera e propria; nasce cosi' il Ganjamama studio, una sala prove/studio di registrazione dove il gruppo passa la maggior parte del tempo a suonare alla ricerca di un sound fresco ed originale, un vero e proprio laboratorio musicale dove prende finalmente forma il progetto discografico Ganjamama.

L'esigenza di un sound piu' Ganjamama.

L'esigenza di un sound piu' completo fa nascere nel gruppo la voglia di allargarsi, nell'autunno del 2002 si unisce ai Ganjamama la corista Chiara Riva, che restera' solo alcuni mesi per poi seguire altre strade professionali, a febbraio del 2003 entra nel gruppo Fabio Forni (chitarra ritmica e cori) che completa la attuale line up.

In questi anni si consolida il rapporto con Valerio Bonalumi che sfocia nella coproduzione di "Fino a domani", opera prima della band contenente 9 composizioni originali e 2 cover, che uscira' nel mese di settembre per l' etichetta Alternative Produzioni e che vede la partecipazioni di alcuni nomi illustri del panorama reggae italiano.

posted by bluedahlia | 13:40 | commenti (1)


martedì, agosto 03, 2004
 

E beccatievi sto tributo
Martedì 3 Agosto
da Roma



posted by bluedahlia | 19:14 | commenti


lunedì, agosto 02, 2004
 

E stasera dalla Romagna
dopo lungo inseguimento
arrivano i
MONTEFIORI COCKTAIL
unica data in Calabria

I Montefiori Cocktail sono puro esotismo italiano, la via romagnola alla più sofisticata “LOUNGE” internazionale, la tradizione della Riviera e delle balere delle luci soffuse e dei divanetti floreali che fa da contrappunto ai più raffinati bar, a luoghi inusuali dove adagiarsi mollemente. Sorseggiando ovviamente un cocktail pensato proprio in casa Montefiori.

Duo composto da 2 gemelli di diversa estrazione musicale: Il primo, (Kekko) tastiere e computer, con un passato di produttore "House" e Underground" nel quale si è fatto conoscere soprattutto con lo pseudonimo di “Key Tronics Ensemble” per la Irma Records , il secondo (Kikko) saxofoni, flauto e voce, con esperienze "Funky", "R&B" e "Cha Cha Cha"... (Man sueto, Blues Mobile, Ladri di biciclette e Good Fellas).
I due gemelli sono figli d’arte del saxofonista e caporchestra Germano Montefiori, matador di balere, night e crociere degli anni '60, visto al fianco tra gli altri di Fred Buscaglione, Chet Baker, Fred Bongusto e Walter Chiari...
Il loro progetto è quello di riportare alla luce le calde, spensierate e "non sense" atmosfere "Easy Listening" trasmessegli dal padre e dagli amici di famiglia.
Così facendo ripredono le colonne sonore "cult" degli anni '60, le musiche degli spot televisivi farcendole di "Jungle", "Noise", disturbi e ironia, giocando con il passato - futuro, viaggiando sulla malinconia della navicella di Star Trek per navigare nell'oceano del de-ja vù e del ballo facile. Musica per dimenticare, da non dimenticare!
Hanno sedotto il pubblico di jazz maniaci del celebre Montreux Jazz Festival, come i lounge devoti del Madame JoJo di Londra, i cinefili che affollano il festival del Cinema di Locarno e gli esclusivi frequentatori del “club più alto del mondo”. Quello all’ultimo piano delle Torri Gemelle di New York.
Hanno atteso tre anni prima di ritornare con un disco che si chiama, ovviamente, “Raccolta Numero Due” e contiene entusiasmanti “Cartoline dalla Riviera” capaci di far sognare e palpitare cuori ad ogni latitudine.

Al disco hanno collaborato, fra gli altri: Scanna, star del lounge sixties italiano; Pierfilippi e Luciano Savoretti, direttamente dai sotterranei exotici italiani; i Ridillo; l’inglese Count Indigo animatore del leggendario Madame JoJo di Londra.










posted by bluedahlia | 15:27 | commenti