Blue Dahlia Musica & Parole


lunedì, gennaio 26, 2009
 

Sabato 31 Gennaio
From Jasmine Coast 
SCIALARUGA
Popolare d'autore

scialaruga

Scialaruga nasce in strada/ruga di paese, un piccolo paese dove non accade mai nulla, dove vita e tempo sono fermi, poi, d’un tratto arrivano gli artisti, musicisti e attori e la ruga si riempie di aria di festa, le vecchiette scendo in strada e i bambini sciamano chiassosi, lo “Scialo” si impadronisce di tutti tanto da creare un vero miracolo, una ammalata grave, allettata da tempo, prende le stampelle. Arrancando esce di casa a festeggiare anche lei.

Da quel momento nasce l’idea di un progetto musical/artistico che ha come obbiettivo quello di portare lp “scialo” nelle Rughe, nei luoghi inaccessibili e dimenticati delle nostre anime, per riaccendere emozioni in uno scenario fatto di sorrisi, vino, danze e lacrime

La musica degli Scialaruga attinge a sonorità e ritmiche a cui il demone dei nostri tempi non è riuscito a tagliare le radici antiche e che anzi sono vivissime, musica sempre legata ad un codice non scritto della celebrazione popolare del rito, un mondo musicale legato alla sacralità della festa, dove danze e tamburi non smettono un istante, musica impossibile da catalogare nei suoi molteplici risultati, ma con l’idea di trasformare i concerti in festa di strada dalla “religiosità allegra e dal pagano moralismo”musica che, indicando il passato, suggerisce il futuro.

Nella musica degli Scialaruga poesia popolare e poesia d’arte si si fondono in un quadro dalle infinite sfumature, capace di sfruttare l’energia spontanea di quel linguaggio popolare così deliziosamente  misto di squisita rozzezza e prezioso infantilismo, dialetto cruscarolo e purismo volgare, scaturendo una musica sanguigna e contaminata.

 
Gli Scialaruga sono:
Francesco Loccisano
Fabio Macagnino
Vanessa Macagnino
Francesco Nicita
Carmelo Scarfò
Giovanna Scarfò
Francesco Scarfò
Stefano Panuzzo
Alfredo Verdini

http://www.myspace.com/scialaruga

posted by bluedahlia | 00:52 | commenti


giovedì, gennaio 22, 2009
 

Sabato 24 Gennaio
From Plane Country 
JOHN DOE
Indie Prog

Inizio Concerto ore 23,30

john doe

Bio Doe

A seguire
ore 01,00

Magros Gang Dj Crew
"Dance Night"

magros

posted by bluedahlia | 13:58 | commenti


sabato, gennaio 17, 2009
 

Sabato 10 Gennaio
From U.S.A.Village 
SAM AMIDON & RYLAND BOUCHARD
Alt Folk

samamidon

Sam Amidon è nato a Brattleboro, nel Vermont, appena 28 anni fa, da genitori musicisti, Peter e Mary Alice, i quali appartenevano a un gruppo folk, gli Amidons, che a suo tempo riscosse un discreto successo. La musica scorre nelle sue vene: fino a 13 anni ascolta canzoni della tradizione americana, canta e suona il violino insieme al fratello e ai genitori. Poi arriva la svolta, il trasferimento a New York e la scoperta del jazz, del free-jazz, dell'alt-rock e del folksinger e la collaborazione con diverse formazioni, tra le quali Doveman, Nico Muhly, Childsplay. Grazie anche al contributo del famoso discografico Valgeir Sigurðsson, produttore di Bjork, Sigur Rós, Mùm e Coco Rosie, esce nel 2007 il suo primo album solista, But This Chicken Proved Falsehearted, sotto il nome di Samamidon - tutto attaccato. Nel 2008 esce il suo secondo album, All is well, stavolta sotto il nome di Sam Amidon, staccato. Voce soffice e malinconica, chitarra acustica, banjo, pochi giri di pianoforte, un violino e una tromba.
 

Ryland Bouchard è nome che si può tranquillamente affiancare a quelli di Sufjan Stevens, Rufus Wainwright, John Vanderslice e Dave Longstreth. Meno esposto alle luci della ribalta ma non meno talentuoso, riesce a costruire piccole gemme indie-pop che non hanno paura di aprirsi a soluzioni orchestrali o alla canzone d'autore. Chiamiamola tranquillamente “musica da cameretta”, opere di musicisti ormai non più adolescenti, non più in una band, decisi a crescere e a provarci sul serio. Quello che piace maggiormente di questo disco è ancora quel gusto tipicamente indie di fare e disfare anche maneggiando materiali altamente infiammabili. Meno ambizioso di On Vacation, Carousel Waltz possiede comunque l’essenzialità del pop e anche tutte le sue ambizioni

posted by bluedahlia | 13:37 | commenti


mercoledì, gennaio 07, 2009
 

Sabato 10 Gennaio
From A'Noioa Dark Village 
OTHER VOICES
Dark Gothic music

other voices

Gli “OTHER VOICES” nascono verso la fine degli anni ’90 eseguendo un repertorio basato sul dark classico e suonano tra le varie province Calabresi. Nel contempo cominciano a prendere forma ed a strutturare i loro primi pezzi. Nel 2004 decidono di lavorare al loro primo progetto in studio impegnandosi nella realizzazione del loro primo album "Anatomy of a Pain", che nel 2005 verrà prodotto dalla label romana “In The Night Time”. Per gli O.V. inziano così i primi live fuori dal territorio calabrese esibendosi nella capitale ed in varie città del suolo nazionale. Il disco "Anatomy of a pain" viene recensito da varie riviste e webmagazine del settore e viene suonato nelle stazioni radio estere, Australia (Sidney), Francia, USA (Indiana) Germania, Polonia e Inghilterra. La band Oltre ad aver fatto da spalla agli El guapo noto gruppo avant-rock americano, fanno da supporto a Roma ad una delle massime espressioni del punk degli anni 70 I Buzzcocks che insieme a Ramones, Sex Pistols e Clash hanno dato vita al movimento punk. "Ritual Magazine" ( speciale dossier Italia) inserisce la band tra le più interessanti del 2006. Nell'estate dello stesso anno, gli Other Voices vengono chiamati in Germania a partecipare al "Blüthenrausch Summer Fest " Festival annuale che si svolge in estate a BERLINO. Alla band è stata dedicata un intera serata dove hanno proposto l'album "Anatomy of a pain" ed alcuni inediti del secondo disco. Gli Other Voices hanno terminato da poco il loro secondo album che avrà come titolo “Too dirty to reflect” e verrà presentato in anteprima nei live futuri.
Dicono di loro: "Mick Mercer" noto ed affermato giornalista inglese famoso in tutto il mondo per i suoi volumi sul "dark" . Dice : Vengono da un luogo che non conosco, come un ospite inatteso, per rimanere con me per un lungo periodo. Io li amo.
La rivista "Ritual magazine" recensisce: "Anatomy of a pain" tratta, di ballate indolenti, aggrappate ai muri dell'angoscia, che tradiscono lo spirito di una poesia nata come rigurgito esistenzialista.
"Erbadellastrega" noto Webmagazine recensendo il disco dice: Darkwave di classe come non se ne fa da anni, raffinata, malinconica, non aggressiva eppur toccante.

posted by bluedahlia | 02:01 | commenti