|
lunedì, marzo 30, 2009
Sabato 4 Aprile
From Napoli
THE ONE'S
Alt Folk

THE ONE'S
They are young, The One's: young faces and antique background, so thick of culture and feeling.
And nowadays that we are all projected on an eternal future, we have immediatly felt that they have a genius for music,
since they're able to gift new emotions with language often taken for granted.
Their magic is their music that plays fresh, a folk-blues with a strong romanticism dose.
And this could be enough, but it would be irresistible to know that they are just 20 years old.
So good luck, One's: the road is calling you, and you must go.
DEBUT ALBUM OUT NOW!
The One's nascono nel 2004 a Napoli. La band inizia presto ad esibirsi in numerosi locali e manifestazioni e sia il pubblico che gli addetti ai lavori apprezzano il loro sound che è un perfetto mix di rock, folk, pop unito ad un sapore melodico squisitamente romantico. Nel 2005 la produzione di un EP autoprodotto "Revolutio EP" contribuisce notevolmente alla diffusione della musica e del nome The One's. Nel Dicembre 2006 infatti avviene l'incontro con il produttore Daniele Landi, proprietario dell'etichetta Forears che li mette sotto contratto per la produzione di un album. Nel Gennaio 2008 iniziano le registrazioni di "The Debut of Lady June" che uscirà nell'inverno '09 anticipato dal singolo "Dream" in uscita ad Ottobre '08 e presentato al PopKomm di Berlino.
The One's su il Mucchio
Americani roots fino al midollo pur essendo di
Napoli, ma anche sensibili ad una certa immediatezza power pop che
porta scritto nel DNA, fatte le dovute differenze e stabilite le
doverose gerarchie, il nome dei Big Star, i The One's hanno prodotto un
disco d'esordio che arriva immediatamente nel luogo in cui si è
prefisso di arrivare: senza voler sembrare troppo retorici, parliamo
del cuore dell'ascoltatore.
The One's su Marte Live
Il progetto The One’s
rappresenta uno dei migliori esempi nazionali di apertura verso un
filone stilistico che affonda le proprie radici nei territori
d’oltreoceano, lasciando comunque incontaminata una velata tendenza
autorale.
Lasciarsi trasportare dalla corrente dell’internazionalizzazione,
buttandosi a capofitto sui testi in inglese e sul genere tutto
americano e un pò retrò del folk-blues, poteva essere pericoloso: il
rischio era proprio quello di essere additati come emulatori di un
genere che, tutto sommato, non ci appartiene, essere classificati come
cloni di una tradizione inimitata e inimitabile.
Devo ammettere però che il gruppo è riuscito a non scadere nella pura e
semplice copiatura di certi clichè, offrendo originali variazioni sul
tema e apprezzabili spunti di innovazione. Cè molto di Springsteen e
qualcosa di Neil Young in questo lavoro, ma in alcune parti mi sembra
di intravedere anche l’eco di un certo gusto californiano in stile
Counting Crows.
L’album scorre leggero, spensierato, ed è la voce di Damiano Davide
a reggere e disegnare l’andamento dei brani: una voce ariosa, pulita e
ricca di sfumature che si associa perfettamente alle performance delle
armoniche e delle chitarre, sempre e rigorosamente in primo piano.. Da ascoltare.
martedì, marzo 24, 2009
Sabato 28 Marzo
From Purple Coast
CAPTAIN QUENTIN
Garage Rock

La Calabria di esportazione eccola qui........
Post-punk, math, forse noise è la musica dei Captain Quentin, nati in provincia di Reggio Calabria nell'autunno dell 2005, fondendo nel nome il deviato cpt. beefheart ed il quentin de "l'urlo e il furore" di william faulkner. Nessuna parte vocale, solo musica al centro dell'attenzione ed una scelta dei titoli dei brani mirata a smorzare la tensione inevitabile delle note. Un ep manifesto di due brani ("My Untitled EP", autopr. 2006) e poi l'esordio vero e proprio con "Certe Cose Determinate" registrato in analogico al Red House Recordings Studio di Senigallia (AN). 8 brani, 40 minuti di musica per un album che, appena uscito, ha subito ottenuto recensioni positive dalla stampa e dalle webzine specializzate, ottimi feedback da radio americane e francesi, e che da luglio'08 è distribuito in spagna dalla Discos Buen Pony. Captain Quentin ha svolto finora una ricca attività live, dividendo il palco, tra gli altri, con Joe Lally (Fugazi), Confuse the Cat, Marta Sui Tubi e A Toys Orchestra.
La stampa di loro dice:
"I cinque di Taurianova aggiungono il lato più dinamico dell'epopea, levigando in "Certe cose determinate" (Loziorecords) vertici a nome Rullante per un vicino, Le occasioni son macchine rotte e soprattutto i ripetuti stop-and-go di A spintoni nell'attualità. Quando un titolo dice tutto, potenziale hit del genere." BLOW UP
“Batteria straripante, chitarre affilate, le stravaganze di sinth e tastiere, le distorsioni di basso e sax. Cigolii di strumenti spremuti, martellati...
Movimenti imprevedibili, mutazioni improvvise di tempi. Vibrazioni. Rumori. Dissonanze sparse qua e là. E quando l'abitudine prende il sopravvento si cambia direzione” ROCKIT
“Disarticolazioni ad elastico, tastiere spacey che rimagliano i fraseggi chiostrati delle chitarre, tamburi a sprimacciare le ritmiche convulse. Un'apparecchiatura che non lascia riferimenti...
Intensi, sfrenati e furiosi, tanto per non tradire il nome. Bravi. (7.1/10)” SENTIREASCOLTARE
“Un alternarsi di momenti aggressivi, frenetici, divisi tra noise e math rock e spazi più meditati, nei quali la ruvidità di base viene messa al servizio di una sensibilità tipicamente 'indie'. Corde, tasti e pelli costruiscono così un panorama sonoro instabile, come una barca lanciata su un mare in tempesta; ma la rotta è tracciata, il timone saldo e l'equipaggio esperto.” LOSING TODAY
“La band calabrese prende il rock in mano e lo strizza finchè riesce ad ottenere anche l’ultima goccia dal suo contenuto... Non c’è la voce, ma c’è il gusto per la sperimentazione e per la ricerca... Un disco agrodolce e, a tratti, spiazzante. C’è in Italia il senso dell’avanguard? Evidentemente sì”IL CIBICIDA
"Math. Anche in Italia, ogni tanto, ci si ricorda di come si può suonare in maniera ossessiva, chiusa, vibrante e strumentale: a parte le soluzioni degli amati Red Worm's Farm, Uber, Three In One Gentleman Suit e Amavo, la novità sono questi Captain Quentin"
Enver - L'ENOTECA
"E' struttura strumentale quella che confluisce sicura nel sangue di otto piccole opere registrate ai Red House Recording Studio.
Meno di quaranta minuti di apparente complessità "matHematica" che riporta alla mente l'avanguardia noise dgli U.S. Maple che avevano nel cuore e nelle vene la lezione incancellabile del guru Captain Beefheart” NERDS ATTACK
"Non c’è che dire, la formula adottata da questo combo gli consente di sondare terreni, alle volte già sciupati da una miriade di gruppi dell’intero pianeta, senza inciampare mai nella categoria del già sentito e nel monotono intarsio di, oramai, classico stampo post-rock." KATHODIK
martedì, marzo 17, 2009
La Primavera è arrivata......
Musica in tutta italia
Festa della Primavera
Festa della Musica
Sabato 21 Marzo
From Napoli
SCARLATTI GARAGE
Garage Rock

Ruvido come deve essere il r’n’r pensato e suonato in un garage
Saltellante come un cha cha cha
Divertente e scanzonato
È questa l’essenza degli di SCARLATTI GARAGE
....
Dagli incastri minimali della batteria e del basso, alle melodie di chitarra agrodolci fino ad arrivare ad una voce calda e malinconica, ne esce fuori un rock/garage del tutto orecchiabile con un sound decisamente dinamico che, come i testi, sono costantemente in bilico tra il serio e il faceto...
Un autentico rock in italiano che fa ballare e cantare... stella nascente napoletana!
Il 27 Febbraio 2009 è uscito il loro primo lavoro discografico (etichetta Suonivisioni)
Scarlatti Garage; bio
Gli Scarlatti Garage nascono agli inizi del 2004, da un idea di Dario Lapelazzuli, voce e autore dei brani del gruppo. L’idea iniziale, è la ricerca di un sound minimale; la formazione appunto è composta da tre elementi: Dario Lapelazzuli, voce e chitarra, Paolo Vitale, basso e noise effects e alla batteria c’è Maurizio De Siena. Paolo Vitale ha un ruolo fondamentale in questo progetto, visto che a lui è affidata la ricerca dei suoni, sotto un occhio, o meglio “orecchio” vigile del resto della band. Dopo aver messo a punto la prima scaletta, c’è stata la necessità di aggiungere una seconda chitarra, per dare più pienezza ai brani; visto che il tutto suonava troppo aspro e “scarno”. E’ Marco Risorgente il quarto elemento, che con il suono dolciastro della sua chitarra, completa il sound degli Scarlatti Garage. Dagli incastri minimali della batteria di Maurizio De Siena e del basso di Paolo Vitale, dalle melodie di chitarra agrodolci di Marco Risorgente fino ad arrivare ad un voce calda e malinconica di Dario Lapelazzuli, né esce fuori un rock and roll garage del tutto orecchiabile con un sound decisamente dinamico che, come i testi, sono costantemente in bilico tra il serio e il faceto. Da qui il nome Scarlatti Garage, in onore del compositore Domenico che dà il nome alla strada dove sono cresciuti. Non è da sottovalutare il ruolo di Mauro Penna, fonico del gruppo; che con la sua esperienza e conoscenza tecnica musicale, riesce a consegnare il giusto sound nei piccoli live di cui è protagonista il gruppo. Dopo il necessario rodaggio che vede il gruppo esibirsi in svariati locali di Napoli e provincia ( Sputnik klub, Shakty club, Rising South, New York City, Jah Bless, etc.) la band riscuote un’ottima risposta da parte del pubblico e della critica e nel Giugno del 2006 lasciano un segno indelebile con una grande performance durante la prima edizione del Dintorni Rock Festival svoltasi a Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli. Ma è dal 2007 che il gruppo comincia ad attirare una notevole curiosità attorno a sé che si concretizza con i primi articoli sui giornali locali (la Repubblica; Roma; Cronache di Napoli; Metropolis) e , grazie anche alla collaborazione della Gammart management , con la partecipazione ai numerosi Festival dai quali la band non passa mai inosservata ma anzi ne esce sempre a testa alta: Premio della critica al Bad Habit Festival di Caserta, selezioni finali per l’Arezzo Wave e l'Atellana Festival, classificato al primo posto al Jahbless music contest. Dall'Ottobre 2007 gli Scarlatti entrano ufficialmente nella "famiglia" della Suonivisioni Agency. Da questa collaborazione, in una formazione rinnovata dall’ingresso nella band del nuovo chitarrista Carlo De Luca, nel Febbraio 2009, nasce la pubblicazione dell’Ep omonimo che sancisce anche il loro debutto discografico presentato alla Casa della Musica di Napoli.
mercoledì, marzo 11, 2009
Nuovo fine settimana di musica,
Venerdì 13 un mini festival
Sabato 14 grande Jazz

Sabato 13 Marzo
KEEPON DAY 100% Live
Presentazione ufficiale del Circuito:
4 band per una serata di musica
Jumpin Cakes Flasbach – Polistena (RC)
- Psico Electro Rock
Scarma – Mammola (RC) - Indie Pop Rock
Toma Halistar – Caulonia (RC) - Pop Rock
Uvistra – Catanzaro - Rock New wave
KeepOn presenta il nuovo Network di Live Club il 13 marzo 2009, con una serie di concerti dedicati alla musica italiana indipendente ed emergente “dal vivo”, che si svolgeranno in contemporanea nei Live Club del Circuito Nazionale.
KeepOn: è un Circuito Nazionale completamente dedicato alla musica emergente, ai migliori locali e agli specialisti del settore, che ha il preciso intento di diffondere e promuovere una cultura musicale indipendente e originale, è il nuovo Social Network dedicato alla musica emergente "dal vivo" che ha come protagonisti i Live Club del Circuito KeepOn. Per mettere in contatto diretto chi suona con chi fa suonare davvero!
Il Blue Dahlia, nell’ambito del Keepon Day ha deciso di dare massimo risalto proprio alla valorizzazione delle band originali locali, organizzando per il 13 Marzo una mini rassegna delle Band e degli stili musicali presenti sul nostro territorio.
Sabato 14 Marzo
From Bari
DANIELA D'ERCOLE TRIO
Jazz
“Daniela D'Ercole, è la nuova stella nascente del jazz vocale. Dotata di una voce adorabile, gusto, feeling e un’ottima musicalità. Ascolterete molto di più da questa speciale, talentuosa giovane ragazza italiana. Brava Daniela!” LEW TABACKIN
Cantante. Nel settembre 2008 pubblica il suo primo disco: “The Peacocks” per l’etichetta discografica YVP. Il quintetto è composto dal sassofonista americano Jed Levy e dai musicisti italiani Ettore Carucci al piano, Giuseppe Bassi al contrabbasso e Marcello Nisi alla batteria. Il disco si avvale della collaborazione del maestro e arrangiatore Luigi Giannatempo.
“The Peacocks” è stato presentato a New York nell’autunno del 2008 nell’ambito di programmazioni internazionali presso alcuni tra i suoi più noti jazzclubs.
Si è distinta nell’ultima edizione del premio internazionale “Massimo Urbani” (2008), vincendo una borsa di studio e collocandosi al primo posto nella categoria dei cantanti. Ha conseguito la laurea di I livello in “Musica Jazz” presso il conservatorio di Bari Niccolò Piccini nel 2008 con 110 e lode, presentando una tesi intitolata “Stan Getz - The Sound”.
Daniela D’Ercole comincia la sua attività musicale da bambina frequenta per breve tempo la scuola privata barese “Il Pentagramma”, studiando con Paola Arnesano e Gianna Montecalvo; si iscrive al Conservatorio di Bari, maturando il gusto e l’ attitudine per il jazz. Nella fase formativa si avvale di esperienze nell’ambito del musical; del gospel; della big band, cantando come corista di noti vocalists italiani e vincendo concorsi regionali per giovani talenti.
La sua attività concertistica si intensifica dal 2006, suonando in numerosissimi festivals, rassegne, teatri e clubs italiani con un quartetto a suo nome. Nel 2006 Mario Rosini affermerà in un’intervista: ”Splendida interprete, una delle migliori testimonial di questo genere”.
Suona con accreditati musicisti di fama nazionale, come: Daniele Scannapieco, Mario Rosini, Giuseppe Bassi, Guido di Leone, Ettore Carucci, Mimmo Campanale, Nicola Andrioli, Giulio Martino, Mirko Signorile, Enrico Granafei, Pierluigi Balducci, Vito Di Modugno; ma anche con alcuni artisti americani come Jed Levy, Jeff Brillinger, Misha Tsiganov, Mike Applebaum, Gordon Lane, Nicki Denner, Tim Reagusis (...).
Collabora con la “Jazz Studio Orchestra” diretta da Paolo Lepore, interpretando un programma dedicato a Mina, a Ennio Morricone e a Lucio Battisti.
Ha avuto l'onore di duettare con Bobby Dhuram.
Si specializza costantemente seguendo seminari e workshops. Studia, quindi, con Michele Hendricks (2005), Sheila Jordan (2006), Anne Ducros (2007), Franco Fussi (2007), Norman Simmons (2007), Bob Mintzer (2008).
Svolge attività concertistica negli Stati Uniti (New York) ed in Italia.
martedì, marzo 03, 2009
Sabato 7 Marzo
From Napoli
EL-GHOR
Indie Rock

IL 27 FEBBRAIO E' LA DATA DI USCITA DI "MERCI CUCU'" IL SECONDO DISCO DEGLI EL-GHOR.
Il loro disco d’esordio è stato accolto dalla critica con grande entusiasmo Oggi, dopo due anni
Tornano in scena E nel nuovo lavoro collaborano con Marlene Kuntz, 24 Grana, FS Blumm e altri ancora
Considerati da molti la vera rivelazione dell’2006/07, i campani El-Ghor suonano un personalissimo indie-rock dai colori anglo-francesi. Nel 2006 esce il primo lavoro discografico. A meno di 2 anni dall’esordio, sono già pronti con un nuovo album, Merci Cucù (Seahorse Recordings/ SuoniVisioni Records), che si avvale della collaborazione di musicisti come:Davide Arneodo (Marlene Kuntz), Francesco Di Bella (24 Grana), Luca Fadda trombettista di F.s. Blumm (Morr Music)
Il disco suona scarno (come deve essere un disco indie) e allo stesso puntiforme (grazie ad arrangiamenti per archi e fiati mai scontati, sempre di grande impatto e pensati con raffinatezza).
Registrato al SuoniVisioni Studio – Torre del Greco (Na) in Ottobre & Novembre 2008
Eccetto le Trombe registrate presso il Jason Candler's Studio - New York - USA”
Produzione Artistica: El-ghor
Con la collaborazione di: Alessandro D’Aniello - Paolo Messere
Produzione esecutiva: Seahorse Recordings & SuoniVisioni Records
BIOGRAFIA
Gli El-ghor, nascono nel Dicembre del 2003. In meno di un anno, riescono a ritagliarsi un importante spazio nella scena indie campana, collezionando numerosi concerti e partecipazioni a festival.
L’esordio discografico, intitolato “Dada Danzè”, arriva grazie alla Seahorse Recordings nel Dicembre 2006, e si avvale della produzione artistica di Paolo Messere (Blessed Child Opera, Ulan Bator). L’impatto mediatico dell’album è notevole: viene nominato da “Il Mucchio” tra i migliori album d’esordio del 2006/07 e tra i migliori album del 2006 da diverse web-zine; la sua forte componente suggestiva, viene poi suggellata dall’ottimo riscontro, da parte della critica, dei due videoclip tratti dall’ album, infatti “Danzè” è stato tra i 30 finalisti del 'Premio Videoclip Italiano' dell'edizione 2006, finalista di numerose rassegne di settore, e inserito nel Dvd allegato di IDN, il mensile Inglese/giapponese di Grafica & Video. “Sans Lumière”, invece, ha ottenuto la rotazione nella finestra “Indiependenti” di ALLMUSIC TV ed anch’esso ha ricevuto la nomination al 'Premio Videoclip Italiano' dell'edizione 2008. Numerose sono le collaborazioni con altri artisti, su tutte quelle di Luigi e Ilaria con i Maisie (Snowdonia) e rispettivamente con Anewdamage e Be-hive, entrambi prodotti dalla Seahorse Recordings.
SUL DISCO PRECEDENTE; HANNO DETTO DI LORO
Rumore
Voto: 8...Dada Danzè è un disco fatto di poche parole che colpiscono nel segno... il risultato finale è ammirevole. Grande piatto per chi ama certe intimità musicali...
Il Mucchio
..."Dada danzé" è un lavoro decisamente buono, capace soprattutto di sfruttare una non comune potenzialità di suggestione negli arrangiamenti...
Buscadero
... gli El-ghor si impongono come una band da seguire con attenzione. E un pezzo splendido come Nella Resa il Vanto, tra gli altri, sta lì a dimostrarlo senza possibilità di dubbio...
DNA Music
il post rock di questi El-ghor mi disarma impetuosamente e mi riempie come il tramonto e l'alba dopo una giornata di pioggia.
Rocklab
Questo è uno di quei lavori che ancora ti fanno sperare che non tutto nella musica pop sia stato già detto e sintetizzato...possiamo parlare di quest'album come dell'esordio di maggior spessore artistico targato 2006
Musicboom
Dada Danzè non va a ghettizzarsi in un unico filone musicale.. è un "Signor Disco".. gli El-Ghor dimostrano di essere un gruppo che ha certamente qualcosa da dire..
SentireAscoltare
Dada Danzé mette in fila dieci tracce in cui spigolosità wave, funk scabro, spurghi noise-psych e cantautorato inquieto si danno il cambio stemperandosi l'uno nell'altro... Felicissimo di averli tra noi
|